BASTIONE OVEST

Responsabile Scientifico: Filippo Stanco, Vincenzo La Rosa, Davide Tanasi

Supporto Tecnico: Emanuele Sangregorio

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    L’edificio dal quale si intende partire per la ricostruzione è il c.d. Bastione Ovest scavato a Festòs (Creta) negli anni 1965-1966 dalla Missione Italiana. Si tratta di una costruzione che ha avuto più fasi architettoniche, di recente chiarite da uno studio dei proff. V. La Rosa (Università di Catania) e F. Carinci (Università di Venezia) di imminente pubblicazione. Si è potuto appurare che, contrariamente alla interpretazione del primo scavatore, non si tratta di un edificio destinato ad ospitare una guarnigione di difesa del palazzo, ma di una costruzione di destinazione religiosa, inquadrabile nella vasta area del cortile lastricato subito ad Ovest del Primo Palazzo. In tale area è stato possibile ricostruire una complessa attività cerimoniale, articolatasi attraverso tre fasi principali, ognuna imperniata attorno ad una struttura particolare. Nel primo momento il focus religioso era costituito da betili, pietre di forma vagamente fallica, piantate verticalmente fra le lastre del piazzale. In una seconda fase il fulcro delle attività rituali era invece rappresentato da una vasca di purificazione integralmente stuccata di bianco, alla quale si accedeva da una rampa parimenti in stucco. Solo in un terzo momento, insieme con una gradinata per gli spettatori, furono sistemate quattro grandi strutture circolari al bordo meridionale del piazzale, le quali sono state interpretate come aiuole monumentali destinate ad ospitare gli alberi sacri. In questo contesto cerimoniale l’edificio del cd. Bastione Ovest rappresenta un prezioso anello di collegamento fra la fase della vasca e quella delle grandi aiuole. Si è anzi ipotizzato che la gestione del cd. Bastione fosse affidata ad una fazione o gruppo ‘conservatore’ che, non accettando la nuova realtà delle aiuole sacre, avesse pensato di ‘attardarsi’ nei riti e culti collegati alla vasca di purificazione.

    Questo tipo di ricostruzione è finora assolutamente unica nel mondo minoico e sarebbe pertanto di estremo interesse che la sua documentazione non fosse affidato soltanto alle planimetrie e alla foto di scavo, capaci certo di fornire dati inoppugnabili, ma inadeguate a suggerire la complessità dello spazio liturgico-cerimoniale. Appare dunque quanto mai necessario, anche per gli archeologi, una ricostruzione tridimensionale di tale spazio, che possa prendere le mosse dalla doppia fase costruttiva del cd. Bastione Ovest, e che inglobi anche la piccola struttura subito ad Est, la quale sostituì, nelle funzioni, il precedente edificio distrutto da un violento terremoto. Sarebbe quindi auspicabile che la ricostruzione fosse estesa all’area adiacente, comprendendo il lastricato del Piazzale, i betili, la vasca di purificazione, la sua rampa di accesso e le quattro grandi aiuole sacre.


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