MODELLINO CON BETILI

Responsabile Scientifico: Filippo Stanco, Vincenzo La Rosa, Davide Tanasi

Supporto Tecnico: Emanuele Sangregorio

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    Modellino in terracotta, solo parzialmente conservato, proveniente dal sito di Festòs a Creta e databile intorno alla metà del IV millennio a.C.(?) (Early Minoan I-II in terms of Minoan chronology). Una recente analisi del pezzo da parte di V. La Rosa, noto da tempo ma trascurato poiché incomprensibile a prima vista dato il misero stato, ha portato alla sua interpretazione come una scena figurativa di natura religiosa. Questa interpretazione ha avuto come supporto, proprio il restauro digitale che gli esperti del Progetto Archeomatica hanno messo a punto. In base allo stato di conservazione dell’oggetto, era possibile intuire la presenza di due distinte figurine antropomorfe, di cui si conserva l’imposta del torso e le lunghe braccia con grandi mani stilizzate che erano allungate sul terreno, quasi a suggerire una specifica posizione, e di due oggetti cilindrici giustapposti innanzi alle due figure. Il buon livello di conoscenza raggiunto nel campo della religione minoica, e gli innumerevoli confronti iconografici presenti anche in altri classi di manufatti, hanno indotto gli studiosi ad interpretare l’immagine rappresentata dal modellio come una scena di adorazione dei betili, grandi simboli fallici in pietra ritenuti portatori di buona sorte, da parte di due figure femminili secondo la consuetudine della religiosità minoica . Questa intuizione è stata esplicitata attraverso la realizzazione di un modello 3D, utilizzando come base iconografica, soprattutto per le figure femminili mancanti, la ben nota statuetta della dea di Myrtos, coeva al modellino di Festòs.

    La ricostruzione del modellino ha avuto come prima fase la modellazione 3D del manufatto originale, che è stata ottenuta tramite Image Based 3D Modeling, utilizzando un set di foto digitali ad alta risoluzione dell'oggetto in vista laterale e sommitale; il disegno del prospetto superiore e della sezione longitudinale si sono inoltre rivelati fondamentali per comprendere la complessa struttura. In seguito, sono stata modellate e ricostruite le parti del tutto mancanti, ovvero il betilo destro e la sua imposta, e poi si è proceduto alla modellazione più complessa delle due figure femminili in adorazione dei betili, raccordando il busto con le braccia conservate, per le quali si è scelto di riproporre l’iconografia della dea di Myrtos.


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